Capitolo 1
Indicatori principali
Prato è una delle province più piccole d'Italia 5 e uno dei maggiori centri tessili d'Europa 25. Dal 2025 attraversa una fase che la Camera di commercio descrive come assestamento: l'export resta rilevante, ma è meno dinamico 1.
- Filati e tessuti pesano 38 volte la media italiana: il peso più alto del Paese.
- Tessile e confezioni sono due economie opposte per età delle imprese, proprietà e valore prodotto 323.
- Il 2026 si è aperto in calo: produzione a −5,1% nel primo trimestre e −1,9% nel secondo 3518.
- Il riciclo della lana è il vantaggio più specifico del territorio, e dipende da regole europee ancora aperte 926.
- 29.430
- imprese attive a fine 20252
- 3,2 mld
- euro di export della provincia nel 2025, tutti i settori1
- 16,9%
- dell'export italiano di tessuti nel 20251
- 44.609
- addetti del tessile-moda nel distretto allargato, dato 20225
Tre fatti aiutano a leggere il territorio. Il tessile si è ridotto ma resta il cuore del valore: un addetto produce più del doppio del valore aggiunto di uno delle confezioni 23. Le confezioni sono cresciute fino a superarlo per numero di imprese e di addetti, con una struttura opposta 3. La prossima partita si gioca sulle regole europee per i rifiuti tessili e il riciclo, dove Prato pesa più di ogni altro territorio italiano e ha anche molto da perdere 26.
Capitolo 2
Specializzazioni produttive
Il modo più diretto per capire un territorio è chiedersi quali attività vi pesano molto più che altrove. A Prato filati e tessuti pesano 38 volte la media italiana, il valore più alto del Paese, davanti a Biella e a molta distanza da Como. Ma il dato più interessante è la catena che gli sta intorno: tintoria e finissaggio, maglieria, ingrosso di moda, confezioni. Non è un'attività isolata, è un'intera filiera nello stesso luogo.
Peso di filati e tessuti rispetto alla media italiana
Filati e tessuti
Prato ha l'indice di specializzazione più alto d'Italia in filati e tessuti: 38 volte la media nazionale. Segue Biella.
Tintoria e finissaggio
Tintoria e finissaggio hanno a Prato un indice di 15: sono le lavorazioni che danno al tessuto colore, mano e aspetto.
Tessile e moda in Toscana
In Toscana il tessile-moda supera la media nazionale in sei province su dieci: Prato, Pistoia, Pisa, Firenze, Arezzo e Lucca.
Biella
Biella ha in filati e tessuti un indice di 31, con poco più della metà delle imprese di Prato.
Dove pesa di più: Filati e tessuti
- 1. Prato38,4 volte · 153
- 2. Biella31,2 volte · 83
- 3. Como8,9 volte · 84
- 4. Pistoia6,3 volte · 26
- 5. Lecco5,1 volte · 27
- 6. Varese3,8 volte · 48
Peso dell'attività rispetto alla media italiana. Colore chiaro: dato non pubblicabile. Bordo scuro: Prato.
Tolta la filiera, il profilo della provincia è quello di un'economia di servizi ordinaria. Il tessile vale circa otto volte la media nazionale, l'ingrosso il doppio; gli altri settori restano vicini alla media o sotto. È la forza di un territorio specializzato ed è anche il suo punto di esposizione: Intesa Sanpaolo indica proprio la concentrazione geografica e settoriale tra i fattori di rischio dei distretti 6.
- Tessile, abbigliamento e pelle9,5% · 1,1%
- Commercio all'ingrosso e agenzie3,6% · 1,9%
- Carta, cartotecnica e stampa0,6% · 0,4%
- Servizi operativi alle imprese2,5% · 1,8%
- Finanza, assicurazioni e immobiliare4,5% · 3,8%
- Informatica e telecomunicazioni3,4% · 2,9%
- Impianti tecnici degli edifici2,5% · 2,1%
- Macchinari, elettronica e automazione1,8% · 1,5%
- Riparazione e manutenzione di beni0,4% · 0,4%
- Commercio al dettaglio16,6% · 14,4%
- Servizi professionali e tecnici5,8% · 5,3%
- Legno e arredamento1% · 0,9%
Capitolo 3
Cronologia del tessile pratese
Il tessuto arriva a Prato con l'acqua. Agli inizi del XII secolo le gualchiere lavorano già lungo il Bisenzio 1112, e una rete di 53 chilometri di gore, derivata dal fiume al Cavalciotto, porta energia a mulini e opifici fino all'Ombrone 14. Il secondo passaggio decisivo arriva a metà Ottocento, con gli stracci: la stessa acqua alimenta le macchine che sfilacciano i vecchi tessuti per trarne nuova lana 15.

1107
La prima gualchiera
L'Archivio di Stato documenta una gualchiera presso Porta Capodiponte 11.
1315
Lo statuto dell'Arte
Tra il 1315 e il 1320 viene scritto il primo statuto dell'Arte della Lana, soppressa solo nel 1775 11.
1382
Datini torna a Prato
Lasciata Avignone, il mercante avvia qui le sue aziende laniere. Il suo archivio conserva circa 150.000 lettere 1312.
1841
La definizione di Repetti
Emanuele Repetti definisce Prato «la Manchester del Granducato», con la meccanizzazione ancora agli inizi 24.
1854
La stracciatrice a guazzo
Introdotta in segreto alla Torricella, sfrutta l'acqua per sfilacciare gli stracci. Dieci anni dopo gli impianti sono diciotto 15.
1888
Il Fabbricone
Due imprenditori austriaci fondano la più grande fabbrica della città, con 900 operai in prevalenza donne 19.
1943-45
La guerra
Il conflitto distrugge o danneggia il 30% degli impianti cittadini 16.
1949
Crisi dei lanifici
Persi i mercati esteri, i grandi lanifici smobilitano e cedono i telai agli operai 1622.
1966
L'alluvione
Il centro resta all'asciutto, la campagna a sud finisce sott'acqua. Prato diventa base dei soccorsi per l'area fiorentina 32.
1981
Massimo storico
Il tessile pratese conta 14.689 unità locali e 61.119 addetti 31.
2001
Ristrutturazione
Tra 2001 e 2011 imprese e addetti tessili si riducono di oltre la metà, mentre crescono le confezioni 33.
2023
Alluvione del 2023
L'alluvione del 2-3 novembre coinvolge 10.382 imprese in Toscana, di cui oltre 3.000 in provincia di Prato 34.

La lana rigenerata ha reso Prato celebre e riconoscibile: intorno al 1955 passava dalla zona l'85% degli stracci usati dall'industria italiana 16. Il Museo del Tessuto ricorda che la città è conosciuta come «città degli stracci» 25. Curzio Malaparte, in Maledetti toscani, ne fece un'immagine: nei cenci polverosi di Prato
Capitolo 4
Organizzazione del distretto
La struttura di oggi nasce da una crisi. Tra il 1949 e il 1952 Prato perde i mercati di coperte e scialli in India, Estremo Oriente e Sud Africa. I grandi lanifici licenziano e cedono i telai agli stessi operai, che li riscattano a rate e lavorano in proprio 16. Una grande fabbrica diventa così centinaia di piccole imprese, ciascuna specializzata in una fase.
Da pochi lanifici a migliaia di imprese
Tessile, area pratese, ai censimenti. Le fonti usano perimetri diversi: leggere come ordine di grandezza. 19
Tra il 1951 e il 1981 le unità si moltiplicano per diciotto, gli addetti solo per tre: da circa 21.500 a oltre 61.000 1931. La crescita è soprattutto una scomposizione. Il punto debole di un sistema così frammentato è il coordinamento, e a risolverlo è una figura tipicamente pratese.
L'impannatore è un mercante senza macchinari propri: studia il mercato, disegna il tessuto e affida ogni fase a un'impresa specializzata 1620. Una partita di materia poteva passare per cinque o sei imprese diverse 20.
1 L'idea e il cliente
L'impannatore legge la domanda, disegna il campionario e raccoglie gli ordini. Alla fine degli anni Ottanta il distretto produceva 25.000 nuovi disegni ogni sei mesi 20.
2 Filatura
Dalla cardatura o dalla pettinatura nasce il filo. Il cardato usa anche fibre recuperate, il pettinato fibre lunghe per un filo più liscio e sottile 17.
3 Tessitura
Negli anni Cinquanta circa 3.000 aziende artigiane tessono per conto terzi: ricevono il filato e consegnano le pezze 16.
4 Tintoria
Il tessuto prende colore. Ancora oggi tintoria e finissaggio pesano a Prato 15 volte la media italiana.
5 Finissaggio
Le ultime lavorazioni danno al tessuto mano e aspetto. Poi le pezze tornano all'impannatore, che le vende nel mondo 17.

Questo sistema ha un posto preciso nella storia del pensiero economico. L'economista Giacomo Becattini, rileggendo Alfred Marshall e studiando Prato per decenni, ha dato nome al fenomeno 21.
Secondo IRPET gli elementi che tenevano insieme il sistema si sono indeboliti, e oggi sul territorio convivono due realtà produttive distinte 4.
Capitolo 5
Tessile e confezioni: due filiere nello stesso territorio
La Camera di commercio parla di «due modelli distinti, quasi opposti» 3. Da una parte il tessile, a prevalenza italiana, di lunga storia e in contrazione. Dall'altra le confezioni, il cosiddetto pronto moda, giovani, a larghissima conduzione straniera e con un forte ricambio di imprese. Le statistiche di distretto vanno sempre lette separando le due componenti: una media nasconde due andamenti opposti.
Imprese attive, 20243
Addetti nel sistema locale, 201923
Imprese a conduzione straniera, 20243
Imprese con meno di cinque anni, 20243
Valore aggiunto per addetto, 201923
Salario medio annuo, 201923
La distanza pesa soprattutto sul valore. La moda occupa ancora molte persone, ma IRPET stima che il territorio catturi meno di 5 centesimi di valore aggiunto per ogni euro di abbigliamento di marchi toscani 4. Il tessile tradizionale, intanto, genera dalla domanda interna solo il 17% circa della sua produzione 4.
La Camera di commercio distingue con nettezza: dove rispetta le regole, la presenza straniera è «una risorsa produttiva essenziale», mentre è un segmento irregolare a generare quello che definisce un «distretto parallelo» 3. Nei controlli mirati sulle confezioni le irregolarità restano molto alte, il 91,44% di quelli effettuati nel 2025 9; il dato misura però un campione scelto in base al rischio e non la diffusione nel distretto. Nel programma regionale di prevenzione la regolarità nelle imprese controllate è salita a Prato dal 20,2% al 68,4% 10.

Capitolo 6
Congiuntura 2025-2026
Banca d'Italia descrive per la moda toscana una crisi iniziata nel 2023 e un'attività ancora bassa rispetto al periodo precedente 7. Per Prato il 2025 chiude con il PIL a +0,4% e l'export a +0,9%, contro una crescita media del 4,3% nel triennio precedente 1. Non è una crisi generalizzata, precisa la Camera di commercio 1, ma il 2026 si è aperto in salita.
- −5,1%
- produzione industriale, primo trimestre 202635
- −1,9%
- produzione industriale, secondo trimestre 202618
- 6,3%
- disoccupazione 2025, contro il 4,4% della Toscana1
- 58,6%
- assunzioni 2025 difficili da coprire1
I mercati raccontano una storia selettiva. Nel 2025 la Germania resta il primo sbocco della provincia con 447 milioni, in crescita, mentre scendono Cina e Russia e salgono Regno Unito e Stati Uniti 1. Nel distretto, misurato da Intesa Sanpaolo in 2,29 miliardi di export, il primo trimestre 2026 vede l'abbigliamento a +2,7% e il tessile a −4,4% 6. I dazi americani, finora, non si vedono nei numeri diretti: nel 2025 l'export verso gli Stati Uniti cresce del 5,1% 1.
Tra gli indicatori da seguire c'è il macchinario tessile. Il suo export è sceso da 115 a 91 milioni nel 2025 6, e in un'indagine IRPET sulle imprese della moda quelle che prevedono meno investimenti sono il 25%, contro il 9% che ne prevede di più 30. La platea è più sottile: nel 2025 le imprese di tessuti e tessiture sono calate del 9% 2.
Rispetto alla provincia mediana, Prato ha una partecipazione più bassa agli appalti pubblici e meno startup innovative, e un numero più alto di imprese con rating di legalità.
Startup innovative
Con rating di legalità
Vincitrici di appalti
Partecipanti a gare
Imprese in progetti di coesione
Capitolo 7
Cardato riciclato e normativa europea
Ciò che per un secolo è stato un risparmio oggi è un possibile vantaggio competitivo. Confindustria Toscana Nord stima 70.000 tonnellate annue di prodotti in lana con materie riciclate, per 1,75 miliardi di fatturato, e attribuisce al distretto l'84% dei tessuti cardati riciclati italiani 26. Sono stime associative: una statistica ufficiale sulla quota di lana riciclata non esiste.
A luglio 2026 è stato inaugurato a Prato un impianto di selezione dei tessili con capacità di 33.000 tonnellate l'anno e un investimento di circa 30 milioni 9. Il valore di questa filiera dipende però da norme ancora aperte. Il settore chiede che un materiale smetta di essere rifiuto subito dopo cernita, igienizzazione e taglio, e stima tra 8.000 e 10.000 i posti a rischio se così non fosse: è una cifra di parte, da leggere come tale 27.
Per il tessuto produttivo pratese il punto chiave è un altro. Secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta, le imprese intermedie che non immettono direttamente prodotti sul mercato dovrebbero restare fuori dal regime di responsabilità estesa 9. Gli effetti arriverebbero comunque dai clienti, sotto forma di richieste su riciclabilità e contenuto riciclato.
Ott 2025
Direttiva in vigore
La direttiva (UE) 2025/1892 estende ai tessili la responsabilità del produttore 2829.
Dic 2026
Decreto italiano
Avvio atteso del regime nazionale. A fine ottobre 2026 il decreto non risultava ancora pubblicato 9.
Giu 2027
Recepimento
Termine per gli Stati membri, il 17 giugno 9.
Apr 2028
Regimi europei
2030
Invenduto
Dal 19 luglio il divieto di distruzione dei capi invenduti si estende alle medie imprese 9.
Capitolo 8
Indicazioni per tipo di lettore
Non c'è consenso su quanto la crisi sia ciclica o strutturale: la stessa filiera è divisa, con i contoterzisti più inclini a leggerla come passeggera e marchi e imprese integrate a metà 30. Queste indicazioni sono una sintesi delle fonti citate, da verificare sul proprio caso.
1 Acquirenti
Separa i fornitori di tessuti e filati dalle confezioni: hanno rischi diversi. Nelle confezioni metà delle imprese ha meno di cinque anni, quindi storia, continuità e documentazione contano quanto il prezzo 3. IRPET segnala una selezione dei fornitori già in corso 30.
2 Fornitori
I beni strumentali soffrono, come mostra il macchinario tessile 6. Tracciabilità, efficienza e conformità rispondono invece a obblighi già in calendario. Il dato da tenere d'occhio è la platea: tessiture e artigianato si stanno assottigliando 2.

